. .
L'Arsenale Ensemble

L’arsenale è un’officina, un laboratorio musicale che ha come scopo la creazione/esecuzione di pagine musicali mediante la sperimentazione collettiva tra compositori ed esecutori.

Aggiornamenti

Ti piacerebbe essere sempre aggiornato sui concerti dell'ensemble? Puoi farlo semplicemente iscrivendoti alla neswletter oppure aggiungere ai preferiti il nostro feed Rss

07.11.2010 | Foyer del Teatro Comunale, Treviso
Matinée - 1, Feux d'artifice L'arsenale 2010 - Nuova Musica a Treviso. Appuntamento n. 6

Un omaggio al compositore francese, che più di ogni altro ha saputoevitare l'impronta morta della formula rinnovando il sistema musicaledal punto di vista armonico, melodico, timbrico e formale.
Il programma è costruito attorno a Feux d'artifice, brano che perlibertà compositiva e trattamento della materia sonora segna una svoltanel repertorio pianistico. A una scelta di brani tratti dal 2° librodei suoi Préludes, sono accostati lavori di due grandi compositori deigiorni nostri che a mio parere presentano sotto differenti aspettiforti analogie con l'opera debussiana.

Claude Debussy (1862 - 1918)
da Préludes Libro II (1913) " ....Brouillards"
" ....La Puerta del Vino"

Salvatore Sciarrino (1947)
" Notturno crudele n° 1" (2001)
" Perduto in una città d' acque" (1991)

Beat Furrer (1954)
da Drei Klavierstucke (2004) " n° 2"
" n° 3"

Claude Debussy
da Préludes Libro II (1913) " ...Canope"
" ...Feux d' artifice"

Brouillards (Nebbie)
L'atmosfera misteriosa e indefinita sembra rispecchiare i terribili incubi di E. A. Poe, le oppiacee nebulosità sotterranee de La caduta della casa degli Usher, racconto a partire dal quale Debussy lavorò assiduamente a un' opera in atto unico rimasta incompiuta. Armonicamente è uno dei preludi più complessi e innovativi delle due raccolte, con largo impiego di ardite politonalità.

La puerta del Vino
A partire da una cartolina raffigurante la porta dell'Alhambra a Granada, Debussy immagina
sensuali danzatrici di Flamenco mescolate a chiassosi e molesti ubriachi. L'indicazione a inizio partitura dice "con una brusca contrapposizione di estrema violenza e appassionata dolcezza". Il ritmo dell'Habanera percorre tutto il preludio, creando una solida base sopra la quale sperimentare nuove soluzioni accordali e coloristiche.

Notturno crudele n. 1
Esplora un registro della tastiera in genere poco utilizzato, quello più acuto, dove è possibile sentire il suono legnoso del martelletto emergere dalle note. Un ostinato di fastidiosi accordi in fortissimo svolge, in questo registro, la stessa funzione che aveva l'Habanera ne La puerta del Vino, mentre masse accordali e gruppi pulviscolari di note si sovrappongono con diverse intensità.

Perduto in una città d'acque
Pezzo di un'essenzialità e stilizzazione estreme, costruito quasi interamente con ottave pure che percorrono tutta l'estensione della tastiera. Il ritmo è dilatato, il suono appena udibile, prossimo al rumore. La dedica ad Alvise Vidolin fa inevitabilmente pensare a Luigi Nono, a Venezia. Ma una Venezia vuota, forse vista da sott'acqua.

Drei klavierstucke: II
Una breve introduzione giocata su secchi do e differenti cambi di pedale che ne alterano la
risonanza. Il resto del brano rimanda al debussyano La Cathédrale engloutie, con una successione di accordi in fortissimo abbondantemente immersi nel pedale.

Drei klavierstucke: III
L'incipit sembra direttamente preso dalle prime battute di Feux d'artifice, e vi è presente la stessa ricerca timbrica, ma fatta di pochi ed essenziali elementi portati all'estremo: il disegno debussiano è trasportato ai tasti più alti del pianoforte, e la dinamica anziché pianissimo è fortissimo. Poi lo stesso disegno riparte dalle note più gravi, attraversa tutta la tastiera per poi venire destrutturato
gradualmente.

Canope
I canopi, nell'antico Egitto, erano le urne di terracotta che a quattro per volta venivano seppellite con le mummie per contenere i principali organi digestivi del morto. I vasi erano di linea assai semplice, senza ornamenti, chiusi da un coperchio a forma di testa di Osiride. Debussy, con estrema semplicità, sembra rievocare l'antico rito funebre, utilizzando scale modali e lenti accordi paralleli.

Feux d'artifice
Rievoca l'annuale festa pirotecnica in memoria della Presa della Bastiglia, come suggerisce l'eco della Marsigliese a fine pezzo. In un continuo succedersi di trilli, arpeggi e veloci successioni di accordi vengono messi in scena scintillanti fuochi d'artificio. La forma e il materiale tematico sono estremamente frammentari e l'armonia è atonale, con ampi utilizzi di scale esatonali e pentatoniche.

Roberto Durante - pianoforte

Ingresso Gratuito