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presentazione del concerto di martedì 13 maggio 2008 - Treviso - Teatro delle Voci h.20:45 per la rassegna "il teatro racconta le voci" V edizione - link

I. IN SIGNO STOCKHAUSEN

programma:
- Karlheinz Stockhausen Tierkreis
- Federico Costanza Esercizi sul suono vuoto (senza l'uso del microfono) n. 1, 2, 3 *
- Davide Sibilla Tre notturni senza parole e due possibili improvvisi bagliori *
- Giacinto Scelsi Kho-lò
- Paolo Squarzon Clinamen
- Lorenzo Tomio Alchimie de la douleur *
- Filippo Perocco Cinque adagi *
- Salvatore Sciarrino Esplorazione del bianco II

In questo concerto, a un organico strumentale ridotto si aggiungono tre voci femminili. Il tutto risuona in quattro stanze nelle quali Tierkreis, l'opera di Stockhausen, funge da Leitmotiv. Ogni stanza fa vivere al suo interno nuove opere, in prima esecuzione assoluta, scritte da Davide Sibilla, Lorenzo Tomio, Filippo Perocco, Federico Costanza, Paolo Squarzon, oltre a lavori di Giacinto Scelsi e Salvatore Sciarrino.

Karlheinz Stockhausen (1928-2007) docente universitario, autore di numerose pubblicazioni sulla teoria della musica e di oltre trecento opere, è considerato uno dei più significativi compositori del XX secolo. Classificato come pioniere della musica elettronica, ha influenzato generazioni di artisti da Brian Eno a Bjork.

Esordì con composizioni più tradizionali, come Doris, per passare poi alla musica seriale come Kreuzspiel o Formel. Considerato uno dei fondatori della "musica puntillistica", tra il 1953 e il 1998 collaborò con lo “Studio per la musica elettronica“, della radio Westdeutscher Rundfunk della quale fu anche direttore artistico, mentre cominciava a dedicarsi di più alla musica elettro-acustica. Fu nello studio di Colonia che, nel 1955, realizzò la sua opera centrale Gesang der Juenglinge (Canto dei fanciulli).

Negli anni '70 creò una delle opere liriche più voluminose della storia della musica, cercando di collegare l'idea scenica con quella musicale in un'unità indivisibile: Licht (Luce).

Nonostante l'ottima reputazione, Stockhausen fu considerato una persona controversa: il suo eccentrico narcisismo fu criticato dagli esperti, consolidando un'immagine dell'artista a metà tra il genio e il folle.

Un mese prima della sua scomparsa stava lavorando a una nuova versione del suo ciclo musicale Tierkreis (Zodiaco), articolata in dodici melodie, una per ogni segno dello zodiaco. Originalmente scritta per i MusicalBox, come parte di un'opera per bambini, ogni melodia è concentrata su un passo cromatico differente e ciascuno ha il relativo tempo distintivo, scelto dalla scala "cromatica". Diceva Stockhausen "Ho cominciato ad occuparmi dei dodici caratteri umani dello zodiaco e fino ad allora ne avevo soltanto una vaga idea. Mentre inventavo ogni melodia ho pensato alla natura dei bambini, degli amici, dei loro segni ed ho studiato in maniera più profonda le varie tipologie dell'essere umano. Ogni melodia è ora in tutte le sue misure e proporzioni in armonia col relativo segno astrologico...”.

Giacinto Scelsi (1905-1988) compositore dalla scrittura musicale originalissima, entrò nel panorama musicale del XX secolo quale sintesi fra Oriente ed Occidente. Nel secondo dopoguerra visse periodi molto travagliati, rifugiandosi nel misticismo, nella poesia e nelle filosofie orientali. Tutto questo si rispecchiò nella musica da lui composta a partire dalla metà degli anni '50. Il lavoro emblematico di questa nuova fase è stato i Quattro pezzi su una nota sola, per orchestra da camera. Da quel momento, la sua opera ha aperto la strada a una concezione nuova rispetto alla forma e al timbro. Scelsi nella sua poetica musicale indaga la microstruttura del suono, sconfinando in territori fino ad allora insondati, utilizzando tecniche non convenzionali, tra cui un uso intensivo dei microintervalli. La sua concezione musicale ha anticipato di qualche anno alcune correnti della musica colta contemporanea, come la musica spettrale e la minimal music.

Kho Lho, per flauto e clarinetto, accoppia intensamente i toni degli strumenti che si fondono nel filo spesso del suono.

Salvatore Sciarrino, compositore siciliano, considera determinante per la sua formazione il suo percorso da autodidatta. Iniziando a comporre dodicenne, deve la sua originalità musicale in primo luogo all'estraneità dai procedimenti compositivi basati sulla strategia intervallare. In secondo luogo alla predilezione per materiali sonori pulviscolari e quasi fantasmagorici, ricavati attraverso tecniche strumentali al limite del virtuosismo: armonici degli archi e dei fiati, suoni multipli, risonanze secondarie, registri inconsueti della voce umana, arabeschi vertiginosi sulla tastiera. Ne deriva un tessuto vibratile e fluttuante, quasi denaturato nelle sue trasparenze ed esplorato nelle più minute sfumature cromatiche e dinamiche, sino ai confini del silenzio. Nelle opere di questo autore, i suoni intonati e gli intervalli - fondanti dell'armonia e del contrappunto - sono quasi sempre trascurati e trascurabili per dare importanza agli “effetti sonori“, cioè suoni di strumenti adoperati in modo non convenzionale.

In Esplorazione del bianco II, per flauto, clarinetto, violino e chitarra, lo spazio sonoro è fatto di gesti semplici. I timbri, tipicamente sciarriniani, fanno affiorare le gradazioni del bianco, i suoi segreti mai svelati e le infinite qualità di suoni e ombre.

pdf di presentazione


ensemble l'arsenale

- flauto francesca cescon
- clarinetto francesco socal
- organo hammond roberto durante
- chitarra lorenzo tomio
- violino claudio rado
- violoncello massimo raccanelli
- voci livia rado, cristiana bertoldo, francesca poropat

- video giuseppe la spada
- regia del suono paolo squarzon
- disegno luci simone donadini

- direttore filippo perocco